Introduzione al linguaggio di programmazione ISO STANDARD

Attraverso questo articolo vogliamo portare all’attenzione di tutti alcune specifiche del linguaggio di programmazione ISO.

Cerchermo di affrontare e definire alcune delle “parole chiave” in termini di linguaggio di programmazione di una macchine utensile.

 

In ambito Controllo Numerico Computerizzato il linguaggio è lo strumento che consente il passaggio di informazioni dall’operatore al cervello della macchina e viceversa.

In sostanza si tratta di scritture formate da LettereNumeriCodici Speciali e Segni.

Nel mondo del Controllo Numerico il linguaggio preso come riferimento è l’ISO STANDARD, linguaggio raccomandato a tutte le aziende meccaniche  che però negli anni ha subito molte modifiche in quanto sono state introdotte molte personalizzazioni con l’introduzione di simboli e codici Propri.

Vediamo però quali sono le parole chiave nel linguaggio ISO STANDARD e nel CNC:

PROGRAMMA 

E’ possibile definire un programma come collezione ordinata di blocchi. E’ previsto un ordine di esecuzione, all interno del quale il controllo potrà leggere tutto il programma o lo potrà interpretare un blocco alla volta, ad esempio dal blocco di inizio sino al blocco di fine programma. La lettura dei blocchi procede in successione.

INDIRIZZI

Per fare un esempio sugli INDIRIZZI possiamo notare come questi siano composti da lettere che indicano la tipologia di informazioni da trattare, ovvero con

X+20 ad esempio notiamo come l’informazione sia indirizzata sull’asse x(indirizzo) sul quale è stato impostato uno spostamento positivo di 20 mm.

PAROLA

Per parola si intende invece l’insieme dell’indirizzo e del suo valore, difatti X-20 è una parola formata dall’indirizzo e dal suo valore

BLOCCO E NUMERAZIONE DEL BLOCCO

Solitamente il blocco è contenuto all’interno di una riga di programma ed è formato da piu parole, difatti per blocco intendiamo l’insieme di tutte le informazioni necessarie per conseguire una determinata operazione.

Nel linguaggio ISO STANDARD il blocco si indica con la lettera N (indirizzo) ed è seguito da un numero a 4 cifre (NB: il numero massimo di blocchi che un programma può contenere è 9999).

Molte aziende costruttrici numerano con progressioni di dieci in dieci per permettere eventuali integrazioni e correzioni. Solitamente i blocchi vengono utilizzati per ripetizioni di parti di programmi, salti di programmi o utilizzo di sottoprogrammi in cui è necessario numerare in un modo particolare il blocco con l’indirizzo N ed un numero a 4 cifre e si lascia inalterato il blocco o i blocchi precedenti.

FUNZIONI PREPARATORIE “G”

Attraverso la lettera G seguita da un codice di diversificazione formato da due numeri si identificano le funzioni preparatorie, le quali dispongono la macchina utensile per l’esecuzione di tutte le lavorazioni necessarie per realizzare il pezzo.

La funzione preparatoria definisce il modo ed il tipo di spostamento dell’utensile o del pezzo ed è suddivisa in due gruppi: Principali riferiti agli spostamenti degli assi; Secondarie su particolari modalità di lavoro.

La memorizzazione delle funzioni preparatorie potrà restare memorizzata per l’intera durata d’esecuzione del programma

FUNZIONI AUSILIARIE “M” (Miscellanee)

Le funzioni ausiliarie non sono altro che istruzioni con il compito di attivare o disattivare funzioni on/off della macchina utensile ma non permettono gli spostamenti degli assi. La lettera M rappresenta le funzioni ausiliarie ed è seguita da un codice d’identificazione formato da due numeri. Solitamente nello stesso blocco possono comparire più funzioni M (generalmente non più di due) non contrastanti fra loro.

NUMERO PROGRAMMA

Sarà possibile distinguere all’interno della memoria i vari programmi contenuti nella macchina attraverso l’associazione di un programma con un numero o nome proprio che avrà la funzione di identificazione e ciò sarà del tutto univoco.

Nel linguaggio ISO STANDARD classico si utilizza la lettera “P” seguita da un numero a due cifre da inserire prima del blocco

Nei prossimi articoli cercheremo di approfondire alcune lavorazioni del linguaggio ISO STANDARD

 

 

Fonte: Fondamenti di Tecnologia Meccanica – Centro per l’automazione Meccanica Modena

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

X